Lunedì, Maggio 20, 2019
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Di "venerandi avanzi" di una più antica chiesa ne parla il Merra nel 1896 (cfr Monografie Andriesi) - oltre cento anni dopo il completo rifacimento della chiesa e del convento, avvenuto nel 1755 utilizzando le rendite dei lasciti di Anna de Salzedo, e Mons. Francesco Papa, nel 1927, il quale afferma che "dell'antica chiesa di Santa Maria Vetere abbiamo due avanzi pregevoli e venerandi e sono le stanze a crocera, di archittetura gotica. La prima formava una delle tre antiche navate, entrando a sinistra, adibita oggi a deposito di sedie, con delle pitture murali; l’altra trovasi a sinistra del coro, occupata da una scala che mena al campanile.".
In realtà gli avanzi della vecchia fabbrica sono più consistenti di quanto affermati dai Mons. Merra  e Papa, in quanto oltre le strutture descritte, esiste ancora oggi una grande sala, il refettorio del convento (oggi detta Sala Santa Elisabetta) coperta da due grandi volte a crociera costolonate , molto irregolari, separate da un arco grande trasverso a sesto acuto e da un vano (Sala San Ludovico che si affaccia all'Oratorio)  attiguo a questa, articolato da due profondi arconi ciechi e perimetrali e ospitante quello che sembrerebbe un altare a mensa in pietra.

In questa sala detta di Santa Elisabetta  è possibile notare i due medaglioni di antica fattura di San Francesco e di San Antonio. Accanto alla sala di San Elisabetta vi è una saletta, detta di "San Ludovico", adiacente con due archi a tutto sesto che fanno pensare ad un affaccio sempre sul chiosco o ad un locale adibito a a cucina.