LA MADDALENA

La Maddalena è un olio su tela di 113x85 cm, posto nella sala VI della Pinacoteca Provinciale di Bari.
La tela è una libera copia di una delle Maddalene del Savoldo, realizzata in ambiente veneto ai primi del Seicento.
Il dipinto, in origine ubicato nel Convento di Santa Maria Vetere di Andria, dopo la soppressione dei conventi del 1866, passò, nel 1891, presso la Pinacoteca Provinciale di Bari, allora denominata Museo Archeologico Provinciale.

Riportiamo la descrizione di mon. Emanuele Merra in Monografie Andriesi (1906)

L’immagine è dipinta in piedi, mestamente ravvolta in un manto nero, con la testa bassa. È pallida nelle sembianze, e da esse fa trasparire l'immenso dolore, che profondamente l'accora. Il fondo del quadro rappresenta l' interno di una caverna, che rischiarata appena dal bagliore di fioca luce, ne accresce la mestizia. All'ingresso trovasi un tavolo con sopra un vaso di alabastro, contenente l'unguento prezioso, con cui unse i piedi del Redentore in casa del Fariseo, e con cui lo imbalsamò sul Calvario. Il dipinto è eseguito ad olio su di una tela lunga m. 1,42 e larga m. 1,04. Si ignora l'artista da cui venne pennelleggiato. È un quadro del secolo XVII, come si deduce dal carattere del disegno e del dipinto. Il lavoro è condotto mediocremente: il volto della Santa è fatto piuttosto bene: le tinte degli abiti, del fondo e della spelonca sono eseguite con poco buon gusto.

Si vuole  che il volto di questa Maddalena fosse il vero ritratto della buona e pia Duchessa di Andria, Duchessa Maria Carafa di Stigliano, madre dei venerabili padre Vincenzo Carafa, generale dei gesuiti, e D. Luigi, abate di S. Maria dei Miracoli d'Andria, e moglie sventuratissima del Duca Fabrizio, miseramente pugnalato in Napoli con la Principessa Maria d'Avalos, la notte del 27 ottobre 1590, dal marito di costei Carlo Gesualdo, Principe di Venosa.
La santa donna, che per opere di carità cristiana, aveva tanto ben meritato della sua Duchea, nel 1606, si rese suora domenicana nel chiostro di Santa Maria della Misericordia in Napoli, aggiungendo, per significato di penitenza, al proprio nome di Maria quello di Maddalena.
Un  altro quadro, che rappresenta pure questa pia Duchessa, vuole fosse quello che, in Andria, nella Chiesa della SS. Annunziata, si ammira in alto sull'altare di essa Vergine. È dipinta la Maddalena, ritta in piedi, vestita a lutto, pallida pallida nel viso, in atteggiamento doloroso di contemplare Gesù morto, e disteso sopra di un funebre letto, accanto a cui arde pallido un cereo; mentre un angelo pare che guardi mestamente quella salma inanimata e pianga! Come la Maddalena rappresenta la sventurata Duchessa; così, io penso o m'inganno, il Cristo rappresenta certamente l'infelice Duca pugnalato!
Sono questi i preziosissimi quadri, che per molti secoli ornarono prima la Chiesa e poi la Sagrestia di S. Maria Vetere. Ora non vi sono più! Le autorità civili li tolsero ad Andria, e ne fecero un dono  Bari, perché fossero meglio conservati!
Non sò se sia proprio il caso di ripetere con Tacito ciò, che egli diceva degli antichi Romani:
“ Raptores or-bis, ubi solitudinem faeiunt, ibi paeem appellant!”

 
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