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Oratorio - Estivo_2013

IDEA DI FONDO
La proposta formativa del Gr.Est. 2013 “Tra Cielo e Terra” ha come obiettivo generale: la riscoperta del proprio Battesimo aiutati dal Concilio Vaticano II, sollecitati dall’invito che Papa Benedetto XVI, attraverso la lettera apostolica in forma di Motu Proprio “Porta fidei”, con la quale indice l'Anno della Fede,ci ha consegnato:
“1. La “PORTA DELLA FEDE” (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. E’ possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma. Attraversare quella porta
comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita. Esso inizia con il Battesimo (cfr Rm 6,4), mediante il quale possiamo chiamare Dio con il nome di Padre, e si conclude con il passaggio, attraverso la morte, alla vita eterna, frutto della risurrezione del Signore Gesù che, con il dono dello Spirito Santo, ha voluto coinvolgere nella sua stessa gloria quanti credono in Lui (cfr Gv17,22). Professare la fede nella Trinità – Padre, Figlio e Spirito Santo – equivale a credere in un solo Dio che è Amore (cfr 1Gv 4,8): il Padre, che nella pienezza del tempo ha inviato suo Figlio per la nostra salvezza; Gesù Cristo, che nel mistero della sua morte e risurrezione ha redento il mondo; lo Spirito Santo, che conduce la Chiesa attraverso i secoli nell’attesa del ritorno glorioso del Signore.
5. ... Ho ritenuto che far iniziare l’Anno della fede in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II possa essere un’occasione propizia per comprendere che i testi lasciati in eredità dai Padri conciliari, secondo le parole del beato Giovanni Paolo II, “non perdono il loro valore né il
loro smalto. È necessario che essi vengano letti in maniera appropriata, che vengano conosciuti e assimilati come testi qualificati e normativi del Magistero, all'interno della Tradizione della Chiesa … Sento più che mai il dovere di additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX: in esso ci è offerta una sicura bussola per orientarci nel cammino del secolo che si apre”. Io pure intendo ribadire con forza quanto ebbi ad affermare a proposito del Concilio pochi mesi dopo la mia elezione a Successore di Pietro: “se lo leggiamo e recepiamo guidati da una giusta ermeneutica, esso può essere e diventare sempre di più una grande forza per il sempre necessario rinnovamento della Chiesa”.”

Il percorso invita, nel suo compiersi, a maturare due atteggiamenti: la gratitudine e il discernimento, gli stessi che hanno caratterizzato le motivazioni di fondo per l’apertura del Concilio Vaticano II e lo stile che l’hanno contraddistinto nel suo evolversi. Infatti, dal discorso del Santo Padre Giovanni XXIII alla solenne apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II
l’11 ottobre 1962, queste due indicazioni emergono particolarmente:

“1. La Madre Chiesa si rallegra perché, per un dono speciale della Divina Provvidenza, è ormai sorto il giorno tanto desiderato nel quale qui, presso il sepolcro di san Pietro, … inizia solennemente il Concilio Ecumenico Vaticano II.

5. 1. Quel che più di tutto interessa il Concilio è che il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito e insegnato in forma più efficace. 2. Tale dottrina abbraccia l’uomo integrale, composto di anima e di corpo, e a noi, che abitiamo su questa terra, comanda di tendere come pellegrini alla patria celeste.

3. Ciò mostra in qual modo si deve ordinare questa vita mortale, affinché, adempiendo i nostri doveri, ai quali siamo tenuti
verso la Città terrena e quella celeste, possiamo raggiungere il fine a noi prestabilito da Dio. In altri termini, tutti quanti gli uomini, sia singoli che come società, finché questa vita lo permette, hanno il dovere di tendere senza tregua a conseguire i beni celesti, e servirsi per far questo delle realtà terrene, in modo però che l’uso dei beni temporali non rechi pregiudizio alla loro felicità eterna. 4. È certamente vero che il Signore ha pronunziato questa esortazione: "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia" … Questo "prima" esprime dove devono essere dirette anzitutto le nostre forze e le nostre preoccupazioni; però non bisogna affatto trascurare le altre parole che seguono in questo comando del Signore: "e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta" Come muoversi tra le pieghe di questo sussidio? Qual è la logica che lo attraversa? Che ruolo rivestono le diverse parti che lo costituiscono?
Rispetto agli anni scorsi abbiamo introdotto un metodo che si discosta un poco da quello finora utilizzato; allora, infatti, si preferiva un percorso che giorno per giorno approfondiva obiettivi/valori specifici da sviluppare con modalità differenti, attraverso i vari momenti della giornata; ora invece, per ciascun momento si approfondisce un aspetto specifico dell’idea di fondo:  La storia, attraverso una narrazione di fantasia, intende offrire una visione d’insieme del Concilio Vaticano II, del clima in cui è stato celebrato, delle attese che lo hanno accompagnato.  L’inno, canta lo stile di un cammino continuo che ogni uomo è chiamato a compiere “Tra Cielo e Terra” abitando la terra con lo sguardo alto verso il cielo.
 Le attività/percorsi di approfondimento vogliono essere un aiuto a conoscere più da vicino i contenuti dottrinali e pastorali che il Concilio Vaticano II ha prodotto, cogliendone la grande attualità per la vita delle nostre comunità cristiane; in particolare, la proposta consta di quattro vie, ognuna delle quali divisa in due grandi fasce d’età (dai sei ai dieci anni e dagli undici ai quattordici), sviluppano le quattro costituzioni fondamentali: Sacrosanctum Concilium sulla sacra liturgia, Lumen Gentium sulla
Chiesa, Dei Verbum sulla divina Rivelazione, Gaudium et Spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo.

Risulta fondamentale, per la completezza della proposta, lo sviluppo di tutte le costituzioni conciliari. Le comunità parrocchiali, secondo le esigenze proprie, decidono la suddivisione della proposta per le varie fasce d’età, considerando la possibilità di far scegliere ai bambini ed ai ragazzi la via da percorrere mediante l’uso di un segno che richiami l’anno pastorale, quale ad esempio: l’utilizzo di sentieri con qualche indicazione, l’utilizzo di porte con formelle o citofoni sui quali inserire qualche input per il percorso, l’utilizzo di una grande bussola, l’utilizzo delle componenti di una barca, …

Proponiamo, inoltre, di considerare l’idea di far affiancare ai gruppi, secondo la via scelta e quindi in relazione all’ambito specifico rilevato dalla costituzione, le persone della comunità parrocchiale che ordinariamente, e per un mandato ricevuto, si dedicano al servizio nella Chiesa curando in maniera specifica quegli aspetti che le costituzioni conciliari chiamano a vivere.
 Con l’azione della preghiera liturgica, invece, l’attenzione si sposta sulla Professione di Fede che ogni credente è stato invitato a rinnovare in questo anno pastorale con la felice intuizione di Papa Benedetto XVI.
 I giochi, richiamano gli episodi e i personaggi della storia proposta e intendono, nella dimensione particolare del gioco, far sperimentare ai ragazzi lo stile e la partecipazione attiva nel “Regno delle Quattro Stelle”.
Con questo sviluppo, quindi, la lettura trasversale, lungo i vari momenti della giornata e dell’intero periodo del Gr.Est, offre un quadro chiaro.


http://pastoralegiovanileandria.wordpress.com/category/c-or-d-a-coordinamento-oratori/

 
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