Storia del Convento di Santa Maria Vetere
Il convento era uno dei più importanti della Provincia Monastica di San Nicola, dove faceva dimora il Ministro Provinciale, questi nelle processioni prendeva il posto più onorifico di quello dei conventuali. In quel tempo fungeva da Vicario Provinciale un certo frate Antonio da Andria, di cui fa menzione il L. Wadding negli Annali dei Frati Minori dell'anno 1438 (Annales Minorum ).
Che la Bolla di Papa Eugenio IV sia stata conferma della fondazione del convento dei Minori Osservanti in Andria, presso la Chiesa di Santa Maria Vetere, rilevasi dal fatto che nel 1398, in questo convento morì in odore di Santità e fu seppellito in questa chiesa un certo frate Onorato sacerdote.
Tra i contributi più preziosi spicca quello della nobildonna Anna de Salzedo, sorella del governatore di Andria, Giorgio, la quale alla sua morte, avvenuta nel 1583, lasciò al convento una ingente eredità. Secondo uno storico locale, il Merra, il monastero fu sede di una scuola di teologia e di un ospedale per infermi; successivamente la scuola di teologia, trasferita prima a Lecce poi a Barletta, fece ritorno a S. Maria Vetere nel 1778, mentre l'ospedale trovò definitiva dimora a Bari. Sempre secondo il Merra, rimonta alla seconda metà del XVI sec. il chiostro quadrato con ventotto colonne in pietra.
Nell'assedio di Andria del 23 Marzo 1799, ad opera delle milizie repubblicane francesi, solo i frati Minori Osservanti, per Divina Provvidenza, furono risparmiati. Pochi anni dopo il decreto n°448 di Giocchino Murat, inizia la soppressione degli ordini religiosi nel regno di Napoli,e fra questi vi era anche il convento di Santa Maria Vetere.
Grazie al nobile e tempestivo intervento del Capitano del Genio di Andria, Carlo de Vito Piscitelli, il convento di Santa Maria Vetere uscì indenne da questo decreto.
La cattiva sorte colpì i frati minori del Convento di Santa Maria Vetere quando fu emanato il decreto del 1 Luglio 1866 il quale, in nome della libertà, chiudeva tutti i chioschi di Italia. Ai frati venne sottratto il convento ed il chiosco.
L'amministrazione municipale di Andria, per fervide premure di uno dei suoi consiglieri, Salvatore Savarese, vi realizzo una asilo senile. Per Opera di padre Vincenzo Savarese della Congregazione di Gesù, tale asilo senile venne affidato alle Piccole Suore dei Poveri, ed esse presero possesso nel Febbraio del 1866 e ressero l'ospizio fino al 1938.
Negli anni 1874/1875, fu rimaneggiato su disegno di F. Santacroce.
Alle Piccole Suore si sostituirono in quell'anno le Suore Serve dei Poveri (o Suore Bocconiste): alle loro cure è ancor oggi affidato il convento, sede di una casa di riposo per anziani.
La parte più antica è il chiostro: il muro che lo delimita sulla sinistra, rispetto alla porta d'ingresso vicino all'entrata della chiesa, è addossato alla parete laterale destra della chiesa stessa. Il chiostro si compone di sette archi a sesto acuto per lato ed ha volte a crociera intonacate; sulle pareti, nelle lunette, si notano affreschi, di rozza fattura, ispirati alla vita di S. Francesco; nei medaglioni tra le lunette, sono ritratti Santi e Sante dell'ordine francescano.
Al centro, tra quattro colonne in pietra, vi è una cisterna.
La struttura originaria del convento è stata sottoposta a numerosi interventi di ampliamento e trasformazione nel corso del tempo, che l'hanno profondamente modificata fino a cancellarla quasi del tutto.
Prima ancora che fosse presente un cimitero ad Andria, molti nobili della città furono sepolti in questa, come Anna De Salsedo, nobildonna vissuta nella prima metà del XVI secolo la quale sostenne economicamente, quasi tutte le spese necessarie per realizzare gli interni della chiesa.




