In merito agli arredi non più presenti in "Santa Maria Vetere", Monsignore Emanuele Merra scrive così:

La Chiesa di Santa Maria Vetere era a sufficienza fornita di ricchi arredi sacri, e di suppellettili di argento; ma sventuratamente nell'ultima soppressione, una parte fù incamerata dal Demanio (Pinacoteca Provinciale di Bari), ed un'altra da qualche pio devoto più delle robe che di San Francesco. 
In essa si conservavano 12 pregevolissimi quadri della scuola Veneziana, dipinti in legno, con fondo in oro, uno solo era su tela. Con decreto del 15 Aprile del 1891 furono devoluti alla Pinacoteca Provinciale di Bari. Nel ricevere la consegna di questi quadri il 20 Giugno 1891 il Cav. Mirenghi , Presidente della Commissione del Museo, dichiarava che essi potevano valere un 7000 Lire.
 
La Corte dei Del Balzo aveva arricchito la chiesa di S. Maria Vetere di preziosi polittici che commissionava ad Antonio e Bartolomeo Vivarini, pittori di Murano, della stessa sponda adriatica, come quello, splendido, che Bartolomeo dipinse nel 1483
Alcuni polittici e tele sono ora conservati nella Pinacoteca Provinciale di Bari, che ne impedì per fortuna la dispersione, pur sottraendoli al contesto storico e culturale di Andria.

Presso l’Episcopio dicesano di Andria sono custodite:

·         Tavola di S. CHIARA, del 1467 avente dimensione m 063 x 0.40, di Antonio Vivarini (1418 - 1484) pittore veneto. Questa  faceva parte di un grande polittico: i quattro scomparti maggiori, insieme con un Ecce Homo, passarono nel 1894 al Museo Provinciale e fanno parte, ora, della Pinacoteca Provinciale di Bari. Il polittico, datato 1467, è firmato da Antonio Vivarini, ma con evidente intervento della sua bottega. In questa S. Chiara come negli altri due scomparti destinati all'ambiente pugliese ancora permeato di bizantinismo, il pittore veneto (circa 1418 - 1484) si attiene strettamente alla tradizione tardo gotica. Rigide la impostazione e le forme, con scarsa profondità e volume; monotono e spento il colore, mentre il fondo oro, l'apparato delle cornici lignee intagliate e dorate ne esaltano l'aspetto come di icone e di preziosi oggetti di devozione.

·         Tavola di San Agostino 1467 di Antonio Vivarini da Murano (1418-1484) Pittore veneto. Tavola dimensione 0.63 x 0.40 m

·         San Bernardino da Siena  1467 di Antonio Vivarini (1418-1484 ) Pittore veneto. Tavola dimensione 0.63 x 0.40 m.

·         Sacra Famiglia di Nicola Gliri (Andria, Episcopiop) Olio su tela m 1.03 x 1.37. La tela riporta San Giacchino e San Anna che presenta al Mondo Gesù Bambino, seduto sulle ginocchia di Maria, mentre San Giuseppe, appoggiato al suo bastone fiorito, lo sta amorosamente guardando.

 

Sacra Famiglia di Nicola Gliri 

 

Scrive Francesco Papa in

"La Chiesa di S.M.Vetere Convento dei frati Minori nel settimo centenario francescano. Ricordi di fede e di Arte":

In una saletta dell'annesso convento dei frati minori, sono custoditi, forse dal tempo in cui la chiesa fu ricostruita in sistemazione diversa da quella primitiva, tre sportelli di un polittico, attribuiti in virtù di assonanze stilistiche al Vivarini, probabilmente Antonio( 1476-91) uno dei maestri che meglio contribuirono al divenire della pittura Veneziana dela Rinascita. Il polittico era composto da 8 tavole: Tre tavole riportanti San Agostino - Santa Chiara e S. Berardino da Siena (Custodine nel Museo Diocesano Andriese). Sempre dal libro di Francesco Papa si apprende che un coro ligneo era posto dietro l'altare maggiore. Questo aveva la fascia del cornicione rabescate, era di uno stile piuttosto pesante con 22 stalli superiori ed 12 inferiori. A destra e a sinistra dei bracciuoli degli stalli inferiori erano scolpite a rilievo due statuette: una rappresentante San Francesco D'Assisi e San Ludovico, vescovo di Tolosa.

 
Sul cornicione erano posati due grandi quadri: uno di San Francesco D'Assisi che riceve le stimmate dal bambino Gesù , nell'altro era dipinto l'Apostolo delle Indie mentre battezza una regina indiana. Del coro, attualmente, non c'è traccia, ma sicuramente era presente nel 1927 anno in cui Francesco Papa scrive il libro dedicato al convento di Santa Maria Vetere. La tela dell'apostolo delle Indie non è presente in chiesa, mentre la tela di San Francesco che riceve le stimmate è stata restaurata recentemente e posta sulla parete destra del Cappellone del Santissimo.
 
 
 
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