Sabato, Novembre 25, 2017

Statuto del Consiglio Pastorale Parrocchiale

Costituzione e sede

Art.    1. Nella Parrocchia di “Santa Maria Vetere” del comune di ANDRIA   è costituito il Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.) ai sensi del can. 536 del C.J.C., in data 19 Novembre 2017.

Natura e finalità

Art. 2. II C.P.P. è un organismo ecclesiale di comunione e di partecipazio­ne per la promozione dell'attivita pastorale parrocchiale, in collega­mento con gli orientamenti della diocesi. Esso ha solo voto consuntivo.

Art. 3. Spetta al C.P.P.:

  1. Studiare ed approfondire tutto quanto riguarda la vita della parrocchia nei suoi diversi aspetti: evangelizzazione e catechesi, li­turgia e vita di pietà, servizio della carità ed animazione pastora­le dell'ambiente, la pastorale vocazionale, i problemi relativi alla famiglia e alla preparazione dei giovani al matrimonio, la forma­zione spirituale e culturale del laicato, il mondo della scuola, dell'emigrazione e degli anziani;
  2. Proporre un programma pastorale annuale, che tenga conto di quello diocesano e che coinvolga I'intera comunita;
  3. Individuare gli impegni prioritari ed indicare i tempi, i metodi e gli strumenti più opportuni ed idonei di attuazione;
  4. Verificare con scadenze periodiche l'attuazione del programma deliberato;
  5. Realizzare un'armonica intesa con il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici al fine di programmare le spese ed indivi­duare le iniziative per il reperimento dei fondi necessari all'azio­ne pastorale della parrocchia.

Composizione e rappresentanza

Art. 4. II C.P.P. e composto di fedeli che sono in piena comunione con Ia Chiesa Cattolica sia chierici, sia membri di Istituti di Vita Religiosa, sia soprattutto laici.

Detti fedeli devono distinguersi per fede sicura, buoni costumi e prudenza (cf. can. 512 § 3 C.J.C.).

Art. 5. II C.P.P. deve essere espressione di tutta la comunita parrocchiale. Si compone perciò dei seguenti membri:

  1. Membri di diritto

Fanno parte del C.P.P.:

  • il Parroco, i presbiteri ed i diaconi impegnati pastoralmente nella parrocchia;
  • un rappresentante di ogni istituto di vita consacrata che colla­bora nella pastorale della parrocchia;
  • Presidente o un rappresentante di ogni associazione, movi­mento o gruppo ecclesiale, ufficialmente costituiti e operanti in parrocchia (se si preferisce il rappresentante, questi deve essere designato mediante elezione effettuata all'interno dell’ organismo rappresentante);
  • un componente del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici.
  1. Membri eletti daIla comunita parrocchiale

La comunita parrocchiale, espressa da coloro che rispondono all’ invito del Parroco adunati in assemblea, formula una lista di candidati a scrutinio segreto ed a maggioranza sem­plice. Da tale lista il Parroco sceglierà un numero adeguato di membri (da 6 a 20), che consente un’azione incisiva e proficua.

  1. Membri nominati dal Parroco.

II Parroco integra il numero dei membri del C.P.P., di cui alla lettera a) e b), con laici d'ambo i sessi, maggiorenni, tenendo presente I'esigenza di garantire una rappresentanza alle diverse zone della parrocchia, alle condizioni sociali, alle professioni ed at ruolo che i candidati hanno nell'apostolato.

II numero di tali membri non dovra superare un terzo dell'intera Assemblea da costituire

Struttura interna

Art. 6. II C.P.P. si articola in:

Assemblea - Presidente - Consiglio di Presidenza.

  1. L' Assemblea e costituita da tutti i membri del C.P.P.. Essa esami­na e discute i punti all'ordine del giorno; elabora proposte di azione pastorale e ne verifica l'attuazione.
  2. II Presidente dell'Assemblea è il Parroco, al quale spetta il corn­pito di convocare il C.P.P. e di presiederlo. In caso di assenza egli può delegare un altro sacerdote presente nella comunita par­rocchiale.
  3. // Consiglio di Presidenza e formato dal Parroco, da tre membri eletti dall'Assemblea e dal Segretario, nominato dal Parroco, udi­to il parere dell'Assemblea.
  4. La Segreteria, formata dal Segretario e da una o piu persone in­dicate dal Consiglio di Presidenza. Essa ha il compito di preparare I'Assemblea, facendo pervenire l'invito a ciascun componente con l' O.d.g., almeno cinque gior­ni prima; di stendere i verbali da leggere ogni volta all'inizio del C.P.P.; di conservare tutti gli atti e i documenti; di assicura­re il collegamento con i vari organismi ecclesiali; di informare nella maniera più idonea la comunita parrocchiale del lavoro del C.P.P..
  5. Le Commissioni, che possono essere stabili o occasionali, vengo­no composte da membri dello stesso Consiglio e da persone scelte per capacita ed esperienza. Queste hanno il compito di seguire un settore particolare della pastorale.

Compiti particolari

Art. 7. Spetta al C.P.P. eleggere il proprio rappresentante in seno al Consiglio Pastorale Diocesano.

Durata

Art.  8. II C.P.P. Dura in carica tre anni.

II via ordinaria, può essere riconfermato solo per un secondo quin­quennio.

Art. 9. II Parroco, i presbiteri impegnati pastoralmente in parrocchia, i Presidenti delle Associazioni, Movimenti, Gruppi, facenti parte del C.P.P., in forza del loro ufficio, decadono nel momento in cui la­sciano l'ufficio: sono sostituiti da coloro che subentrano nell'ufficio medesimo.

Art. 10. Un membro può essere dichiarato decaduto dal C.P.P. se non parte­cipa a tre riunioni consecutive o risulta stabilmente impedito.

In tal caso, se egli fu nominato dal Parroco, verrà sostituito con al­tra persona nominata dal Parroco; se fu eletto da Associazioni o Movimenti, da altro membro eletto dagli stessi organismi di apparte­nenza.

Frequenza

Art. 11. II C.P.P. si riunisce periodicamente secondo le esigenze di elabora­zione e di attuazione del programma pastorale; comunque non me-no di ogni tre mesi.

Validità

Art. 12. Per la validità delle riunioni e necessaria la presenza della metà più uno dei componenti del Consiglio. Le riunioni sono pubbliche e chiunque può assistervi come osservatore.

Art. 13. II presente Statuto e dato "ad experimentum» per un triennio. L'autentica interpretazione e di competenza del Vescovo.

 

Statuto approvato da mons. Raffaele Calabro  - Vescovo di Andria

II Cancelliere (Mons. Mario Melacarne)

Andria - Palazzo Vescovile, 12 dicembre 1989.