Demolita l’antica chiesetta di Santa Maria Ve­tere, di cui venerandi avanzi pare siano le due stanze, che si vedono ancora a destra ed a si­nistra dell’attuale campanile (Attuale Cappella del battesimo e la Sala Santa Elisabetta); venne costruita la nuova, non tutta di seguito, ma a poco a poco.
La Chiesa fu ampliata sotto il governo del duca Francesco Il Del Balzo (seconda metà del XV sec.) e fu tra le poche, ad Andria, a non essere sconsacrata a seguito della legge del 1809 di Murat.

L’arredo della chiesa era completato da un contro soffitto ligneo dorato con cassettoni a fondo azzurro e fiori stilizzato, orami no più esistente. Gli apparati lignei (come il controsoffitto, la pala d’altare e l’organo Monumentale) risalgono al 1700, anche per la testimonianza dell’Lapide Grimaldi

Nel 1866 a seguito del dercreto di chiusura delle case religiose, i frati furono caccciati dal Convento e la Chiesa venne affidata alle cure del Canonico Priore don Vincenzo dell’Olio, il quale coadiuvato dal padre Provinciale Luigi da Maddalone e altri monaci, rivestì il ruolo da Cappellano, eletto dal Municipio e approvato dal vescovo Giovan Giuseppe Longobardi.

Per mantenere sempre più vivo il culto, vi si istituì la Congregazione Spirituale di giovani, sotto il nome di San Bonaventura.

Morto don Vincenzo dell’Olio, fu nominato Cappellano il reverendissimo padre Provinciale Raffaele Miccoli da Andria; e quando questi passò a miglio vita, venne eletto Custode di questa chiesa padre Bartolomeo Losito da Andria, che con altri padri, e vari laici, promuoveva il massimo lustro delle sacre funzioni in questa Chiesa di Santa Maria Vetere (pag.61 62  Memorie Storiche il Convento di Santa Maria Vetere Emanele Merra 1896 ).

Fra il 1980 e 1991 la Chiesa è stata interessata da diversi interventi di restauro, che ne hanno ridisegnato il Presbiterio, e il Cappellone di San Francesco divenuto Cappella del Santissimo, la Sacrestia, e il Soffitto. Viene realizzata la Cappella Feriale. Sempre in quegli anni vengono rimosse le lapidi presenti sul presbiterio, catalogate e poste nel Museo delle Lapidi, una sala prospicente alla Sala Santa Elisabetta.
I lavori eseguiti fra il 1980-1991 furono tutti quanti curati dalla Scuola del Beato Angelico di Milano dall’Architetto Mons. Valerio Vigorelli

Nel 2007-2008 è iniziato un cilco di restauri delle numerose Tele e Statue che da secoli arredano Chiesa e Convento, in quegli anni vengono riaperte le due nicchie poste ai lati del presbiterio.

Nell’Aprile 2010 terminano i lavori di restauro della Cupola della Chiesa, e viene riconsegnata al visione dei fedeli.

Il 26 Maggio 2013 viene riconsegnata alla comunità parrocchiale la Cappella del Battesimo, posta a sinistra della navata centrale, e dove viene collocato il Fonte Battesimale del 1944 (anno di istituzione della parrocchia) donato dai coniugi Matera.

Il 1 Novembre 2015 viene inaugurata la Nicchia di Gesù Bamino. La Nicchia è la prima che si trova sulla parete dx entrando dalla chiesa.

Nel 2020 la chiesa e sui ambienti sono soggetti ad un intervento di restauro che hanno permesso la pulizia della facciata esterna e del campanile, dotandolo di nuova illuminazione. Viene rivisto il presbiterio della chiesa e la realizzazione della nuova sacrestia che torna nel suo luogo originario. In questo intervento rientra il recupero della Sala Santa Elisabetta, del Museo delle Lapidi

Le informazioni storiche sono tratte dalle seguenti :

Bibliografia

  1. San Francesco e Santa Maria Vetere” Pietro Petrarolo Sveva Editrice. 2004
  2. La Chiesa di Santa Maria Vetere ed il convento dei Frati Minori” Papa Francesco Andria 1927
  3. Monografie Andriesi” -Tip. Mareggiani- Merra Emanuele Bologna 1906
  4. Santa Maria Vetere. Gli Arredi Sacri del XVII sec”. Scuola Media Statale “A.Manzoni- Andria Anno Scolastico 2006-2007
  5. Relezioni Tecniche dei Restauri ad opera dello studio di restauro “Iaccarino Luigi e Zingaro Giuseppe s.a.s”
  6. Cronaca interna del convento-parrocchia

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