Lunedì, Agosto 19, 2019
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Il primo altare posto sulla parete sinistra entrando dalla chiesa è sacro alla Vergine del Pozzo con S. Pasquale e S. Pietro d’Alcantara genuflessi a lei dinanzi. Nella parte superiore sinistra viene rappresentato un calice con ostia
 
Il dipinto ascrivibile alla prima metà dell 1800 è un olio su tela di forma mistilinea che misura cm 232x156; questo raffigura "la Madonna del Pozzo al centro dell'immagine nella parte superiore due cherubini che incoronano la madre di Dio in basso sono raffigurati San Pasquale e San Pietro Alcantarino in atto di adorazione alla Vergine col Bambino Gesù.

L'immagine canonica della Madonna del Pozzo è un'icona in stile bizantino a mezzo busto. Presenta un viso roseo circondato da un'aureola con scanalature a raggiera. Dal capo scende un manto rosso paonazzo, con un ampio panneggio, sul petto e sulle spalle, mentre sul braccio sinistro si posa Gesù Bambino, vestito di bianco, con aureola dorata, in atto benedicente che reca nella mano sinistra un rotolo di papiro mentre la mano destra è alta in segno benedicente, sulla spalla sinistra del Bambino scende un manto verdino.

A partire dal 1739 il culto fu affidato ai Frati Alcantarini, i quali dal 26 settembre 1746 presero possesso della cappella di San Lorenzo e di tutti suoi beni. Gli Alcantarini fecero della Madonna del Pozzo il simbolo del loro ordine, e nelle stampe, litografie ed incisioni del tempo la rappresentavano tra san Pasquale Baylon e san Pietro d'Alcántara. In questo modo diffondevano con ogni mezzo e in ogni luogo fossero presenti il culto verso la Vergine.

Con l'unità d'Italia e la soppressione degli ordini monastici, i Frati Alcantarini furono costretti ad abbandonare il santuario. Al rientro a Capurso il 20 agosto 1920 i Frati Minori ripresero nelle loro pubblicazioni e stampe l'immagine originale dell'icona bizantina, eliminando ai piedi della Vergine i due Santi alcantarini.

Una copia di questa tela,Pittura a olio su lastra di zinco inchiodata su legno e applicata al muro, è presente sulla facciata del palazzo Rella in via Libia 60 (Andria), (cfr Scheda numero 61 Le Edicole Sacre di Andria di Beatrice Andriano Cestari)

La sera della Vigilia di Ferragosto o dell’Assunta ( Storia delle tradizioni popolari ) del dott. Giuseppe d'Ambrosio

Sulla facciata di una palazzina signorile in stile Liberty, appartenuta alla famiglia Rella, in Via Libia, si nota una pittura a olio su lastra di zinco inchiodata su legno e applicata al muro raffigurante la Madonna del Pozzo, venerata a Capurso, ai cui lati ci sono San Pasquale di Baylon e San Pietro di Alcantara. La pittura risale all’inizio del XX secolo, ma non è più leggibile perché è stata male conservata. Dopo una mia personale elaborazione dell’immagine diventano riconoscibili i personaggi in essa rappresentati: in alto la Madonna che tiene tra le sue braccia il Bambino Gesù ed in basso i due Santi, già menzionati.
Molti andriesi conoscono quella via come " La strait d' Pandanedd” (qualcuno azzarda anche dire “d’ puttanedd" ) perchè sembra che qualche anno prima, proprio vicino a quella palazzina, abitava un rinomato medico, per l’appunto il Dr. Pantanella.
Come da tradizione tramandata, il giorno della vigilia di Ferragosto ( in quell’occasione e in altre festività ) veniva allestito un piccolo altarino, riccamente addobbato soprattutto quando ci passava la processione del Santissimo.
Era antica consuetudine, la sera della Vigilia della Festività dell'Assunta, recitare un Rosario di 15 "poste", davanti all'edicola e, terminato il Rosario, gustare una grossa fetta d'anguria. I residenti della zona portavano la propria sedia e la propria fetta d'anguria! Era quello il momento giusto per poter fare, tra comari, qualche pettegolezzo sui fatti di cronaca quotidiana, u r’tidd.
Nella Chiesa di Santa Maria Vetere, dove è vivo il culto della Madonna del Pozzo ad opera dei francescani, è custodita una tela ottocentesca presente sul primo altare di sinistra, entrando nella stessa Chiesa

Sull’ovale è dipinto un Santo ignoto che forse potrebbe essere il Beato Giacomo da Bitetto

 

Ovale.