Lunedì, Agosto 19, 2019
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Un moto dello Spirito è stato l’indizione di un Giubileo straordinario da parte di Papa Francesco, il quale con i suoi gesti e con le sue parole sta ridisegnando un nuovo volto di Dio, che è da sempre il “volto della misericordia del Padre” (“Misericordiae Vultus”). Uno degli elementi ispiratori è la Dives in misericordia di San Giovanni Paolo II. Sì, il Dio di Gesù Cristo non è quello consegnatoci dai “maestri del sospetto”. Egli è un Dio diverso; un Dio capovolto, perché il suo nome è misericordia. Egli non giudica con severità; né si offende per i nostri peccati, perché Egli è soltanto capace di amare. Di amare sempre, senza limiti e senza misure. Perché, il suo è un amore folle, smodato! Meraviglioso questo nostro Dio, il Dio di Gesù Cristo, nella fedeltà al suo stesso nome: il Misericordioso. Non abbandona nessuno alla deriva, ma è sollecito a rispondere a ciascuno con tenerezza materna per un nuovo inizio carico di speranza. Un Anno Santo per cambiare noi stessi attraverso le iniziative previste dal Santo Padre e da ogni pastore della Chiesa diocesana. La Sintesi orante del prossimo Giubileo è racchiusa in un antico testo liturgico: «O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna».

Questo atteggiamento di Dio verso l’uomo deve essere anche il filo rosso di ogni relazione umana, interpersonale e sociale. Misericordia vorrà dire capacità di capire l’altro, ascoltarlo, aiutarlo, facendosi carico dei suoi bisogni attraverso quelle opere che alla fine dei giorni saranno le uniche che ci permetteranno di vivere in Dio.

Mons. Felice Di Molfetta, Vescovo di Cerignola

fonte http://la-domenica.it/