Sant'Anna

La tela raffigurante Sant’Anna, la Vergine Maria fanciulla e il bambin Gesù

Descrizione dell’opera e collocazione

Il dipinto, attribuibile alla seconda metà del XVII secolo (1600), è un olio su tela di dimensioni pari a 160 × 109 cm. È collocato sulla parete sinistra del Presbiterio della Chiesa di Santa Maria Vetere ad Andria.

La composizione raffigura Sant’Anna seduta in trono: sulle sue ginocchia si trovano, a sinistra, Maria fanciulla e, a destra, Gesù Bambino, colto nell’atto di porre una corona sul capo della nonna. Il volto della santa matrona si distingue per una notevole bellezza ed espressività.

Origine e commissione

L’opera venne commissionata dai Frati Minori in memoria della nobildonna Anna de Salzedo (sorella del governatore spagnolo Giorgio de Salzedo e vedova del marchese Giovanni de Poggio), la cui straordinaria munificenza verso il cenobio di Santa Maria Vetere è ampiamente documentata dalle fonti locali, tra cui le Monografie Andriesi di Mons. Michele Merra e le memorie di Andria Sacra di Michele Borsella. In virtù delle sue ultime volontà testamentarie del 1583 e della costante devozione della nobildonna verso Sant’Anna e i Francescani, fu eretto un altare in suo onore e destinato un legato di 30 ducati. Questo antico altare era situato originariamente nel presbiterio sul lato dell’Epistola (in cornu Epistolae, a destra), corrispondente a quello che oggi si riscontra sul lato dell’Evangelo (a sinistra).

L’Autore e il restauro

La tela è opera del pittore pugliese Nicola Gliri (Bitonto, 1634–1687). Allievo e collaboratore di fra Antonio Albolello e Carlo Rosa, Gliri contribuì in modo determinante alla formazione e all’affermazione della cosiddetta “scuola bitontina”, la cui intensa attività artistica è testimoniata da numerose opere diffuse nelle chiese di tutta la Terra di Bari.

Nel maggio del 2007, il dipinto è stato sottoposto a un accurato intervento di restauro a cura dello studio Iaccarino e Zingaro di Andria, reso possibile dal generoso contributo del Lions Club “Costanza d’Aragona” di Andria.

L’iconografia di Sant’Anna Metterza

L’impostazione dell’opera rientra nella tipologia iconografica di Sant’Anna Metterza (espressione derivata dalla tradizione toscana che significa letteralmente “messa come terza”). Tale appellativo specifica la gerarchia della Santa all’interno del gruppo, posizionandosi al terzo posto subito dopo Gesù Bambino e la Vergine Maria.

La rappresentazione dell’“Anna-in-tre” (Anna, Maria e il Bambino riuniti in un’unica immagine) si diffuse a partire dal tardo Medioevo e conobbe un forte sviluppo nel Quattrocento, in concomitanza con le discussioni del Concilio di Basilea a favore del dogma dell’Immacolata Concezione. Questa specifica iconografia, con la Vergine rappresentata ancora fanciulla, simboleggia la continuità della grazia: Maria nasce dal grembo sterile di Anna ed è a sua volta Madre del Salvatore. L’arte tenta così di evidenziare il ruolo eccezionale della Vergine, pura sia nella sua concezione sia nella sua maternità.

Un dettaglio singolare: il Toson d’Oro Un particolare insolito e di notevole interesse è la presenza del collare del Toson d’Oro indossato da Sant’Anna.

Il Toson d’Oro rappresenta la massima onorificenza cavalleresca di matrice cattolica in Europa, storicamente conferita dai monarchi di Spagna e dagli Imperatori del Sacro Romano Impero ed era riservata a sovranità o ad altissime personalità dell’aristocrazia (oltre a spettare di diritto al Gran Maestro dell’Ordine di Malta). La presenza di questa onorificenza addosso alla Santa costituisce un dettaglio iconografico raro e un chiaro omaggio simbolico di alto rango.

Sant'Anna
Sant’Anna con in grembo Maria fanciulla e Gesù bambino

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